Ferragosto

È il 15 di Agosto quando fuoco e acqua, elementi contrapposti, si uniscono per celebrare una delle festività che da secoli è simbolo di transizione e di mutamento


The Legacy
Ferragosto

La ricorrenza ebbe origine nella Roma imperiale: fu infatti Augusto a stabilire che in questo periodo dell’anno si dovesse beneficiare di alcuni giorni di riposo dopo le fatiche del raccolto, sotto il cocente sole estivo.

Egli istituì le -Ferie Augusti- con le quali ottenne l’approvazione del popolo: i romani si sa non perdono occasione per celebrare ricorrenze (o meglio pretesti), per darsi alla gioia di vivere e alla libertà (come nei Lupercalia / Carnevale).

Così, oltre a celebrare le festività in onore degli dei dell’agricoltura, divenne consuetudine il riposo da ogni attività, e in aggiunta l’usanza dei padroni di permettere ai lavoratori di mangiare con loro e di elargire doni a questi ultimi: l’odierna quattordicesima.

Nel corso dei secoli, con l’affermarsi della chiesa come culto principale e il declino della Roma antica, per non perdere il favore della cittadinanza, Papa Nicolò I stabilì che il giorno 15 di questo mese fosse dedicato all’Assunzione in cielo della beata vergine Maria.

Dal punto di vista climatico abbiamo l’avvicinarsi dell’autunno: le giornate che si accorciano, improvvisi rovesci e caldo torrido.

L’andamento meteorologico si rispecchia anche nell’esoterico: lo spirito reagisce a questi segni e si rafforza rigenerato dal riposo, così si prepara ad un nuovo carico di lavoro, e come si diceva in precedenza, fuoco e acqua si incontrano.

È pratica comune recarsi presso località marittime e accendere falò ma questa consuetudine è parte di un antico rituale.

Seduti in cerchio in prossimità di un alto fuoco, le persone intonavano litanie agli dei per avere ristoro e danzavano attorno alle fiamme per avere forza e coraggio per il tempo a venire (ricordiamo che siamo nel mese protetto dal segno del Leone), si scrutava il futuro nelle fiamme.
Cosparsi di cenere e sabbia e interiora di animale, ogni partecipante al rito su immergeva in acqua, sotto lo sguardo vigile degli altri. Alcuni, richiamati dal cielo notturno, si spingevano al largo per dimostrare il loro coraggio; poi si offrivano agli dei del mare, le interiora portate in segno di ringraziamento.

Questa operazione si ripeteva anche più volte durante il corso della notte.