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 Gli omicidi senza fine di Ciudad Juārez (Messico)
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Inserito il - 23 feb 2011 : 17:57:47 Condividi su Facebook  Mostra Profilo Invia a Atom un Messaggio Privato  Rispondi Quotando

Questo č un caso strano: ancora non č chiaro se all'opera ci sono solo sčtte sataniche e pazzi, o mangiatori di carne umana...

A partire da gennaio 1993, č iniziata una strage ininterrotta di donne nella cittadina messicana di Ciudad Juārez, situata in corrispondenza del confine con El Paso (Texas). Le stime pių recenti riportano un numero superiore a 300 di giovani donne massacrate nello spazio di un decennio.

La maggior parte delle vittime č un'etā compresa fra i 14 e 16 anni e si tratta di ragazze magre e dai capelli scuri che sono scomparse lungo le strade per andare al lavoro o tornare a casa alla fine della giornata.
I cadaveri, spesso selvaggiamente violentati e torturati, vengono scaricati nel deserto che si estende tutt'intorno la cittadina e nelle strade che costeggiano i terreni abusivi. In alcuni casi, le ragazze sono mutilate e sfigurate: diversi oggetti sono inseriti con forza nella vagina e nell'ano e/o il seno sinistro č mutilato. La modalitā omicida preferita č lo strangolamento, a cui fanno seguito pugnalate ripetute e violente per distruggere il corpo.

La polizia č convinta che una notevole percentuale di vittime sia stata uccisa da protettori arrabbiati, spacciatori di droga, mariti gelosi e fidanzati brutali, ma almeno un terzo delle ragazze (quindi, un centinaio di vittime) potrebbe essere stato stuprato, mutilato e ucciso da uno o pių assassini seriali, coinvolti o meno anche in rituali satanici.

La prima vittima "ufficiale" č stata una giovane donna di nome Alva Chavira Farel, il cui cadavere č stato ritrovato percosso, stuprato e strangolato nel gennaio 1993. A settembre del 1995, pių di quaranta cadaveri brutalizzati sono stati rinvenuti dalla polizia messicana, alcuni di essi con il seno destro mutilato e il capezzolo sinistro staccato via con un morso, azione che sembrerebbe la "firma" di un maniaco omicida.

Nell'ottobre dello stesso anni, č stato arrestato un chimico di nazionalitā egiziana, Abdel Latif Sharif, un uomo con numerosi precedenti per aggressioni violente a carico di donne negli Stati Uniti, dopo che una prostituta lo aveva accusato di averla violentata a casa sua.
Dopo aver trascorso un periodo di carcere in Florida per un'accusa di stupro, Sharif si č trasferito in Messico e, quando č stato arrestato, ha confessato di aver ucciso cinque ragazze a Ciudad Juārez, anche se, in un secondo momento, ha ritrattato la confessione proclamandosi innocente.
In un primo processo a suo carico nel 1996, č stato assolto per sei omicidi, ma in un nuovo procedimento, concluso nel marzo 1999, č stato riconosciuto colpevole di uno stupro-omicidio del 1994 e condannato a trent'anni di prigione.

La polizia messicana era convinta di aver risolto definitivamente il caso, pensando che Sharif fosse responsabile anche di tutti gli altri omicidi, invece, dopo un primo periodo di calma seguito al suo arresto, i cadaveri hanno ripreso ad aumentare in maniera anche pių veloce di prima.
Gli investigatori hanno iniziato a sospettare che Sharif avesse pagato una banda chiamata Los Rebeldes ("I Ribelli") per continuare ad uccidere mentre lui era in prigione, allo scopo di discolparlo. Nell'aprile del 1996, sono stati arrestati quasi 200 uomini nei vari bar di Juārez e, fra gli arrestati, c'era anche Sergio Armendariz, conosciuto anche come "El Diablo", e i suoi accoliti avrebbero ucciso in maniera rituale almeno 17 ragazze.
Diverse vittime presentano impronte di morsi umani su tutto il corpo e, in tre occasioni, i segni corrispondono ai denti di Armendariz; i "Ribelli" sono notoriamente conosciuti nella zona di Juārez per la loro passione nel torturare le ragazze e "sacrificarle" sopra ad un altare.
Il problema č che, anche dopo aver imprigionato Sharif, Armendariz e la sua banda, gli omicidi sono continuati senza flessioni.

Nel marzo del 1999, una squadra di specialisti provenienti dall' FBI si č aggregata alle autoritā messicane per dare un aiuto alla polizia locale (ed č stata la prima volta in assoluto che il governo messicano ha chiesto aiuto per un investigazione interna). Dopo una settimana di analisi, tre profilers provenienti da Quantico hanno concluso che fosse prematura parlare di un Serial Killer in azione, ritenendo che si trattasse soprattutto di omicidi singoli.

Un'analisi successiva, effettuata dal famoso esperto Robert Ressler, contraddisse esplicitamente le conclusioni dei suoi colleghi. Secondo Ressler, potrebbero essere all'opera pių di 3 assassini seriali che agiscono contemporaneamente: nel 1999, ritiene che, su 187 ragazze uccise a partire dal 1993, 76 di esse sembrano essere state uccise con le stesse modalitā. Ressler formulō anche l'ipotesi che ci potesse essere un Serial Killer americano in azione che attraversava il confine per sfruttare la maggiore facilitā di adescamento delle vittime offerta dal territorio messicano.

Un'altra famosa criminologa, la canadese Candice Skrapec, si recō a Juārez nell'estate del 1999 e concluse che 67 omicidi potevano essere l'opera di 4 assassini seriali probabilmente coinvolti in rituali satanici che comportano la mutilazione di corpi umani. Uno dei possibili colpevoli ipotizzati dalla Skrapec, era il famoso "Killer della ferrovia", Angel Maturino Resendez, responsabile di diversi omicidi negli Stati Uniti, che aveva dei parenti proprio a Juārez, cittadina nella quale aveva vissuto per diverso tempo.
Resendez ha chiesto ai suoi avvocati di non appellarsi contro la condanna a morte perchč preferisce morire piuttosto che trascorrere il resto della vita in prigione: "Ho deciso che č meglio l'iniezione letale piuttosto che passare il resto della vita in carcere, cosė voglio morire. Ho 41 anni, pių quaranta di carcere, uscirei a 81 anni e non potrei fare niente di niente".
A causa dei suoi legami familiari con Juārez e della brutalitā degli omicidi commessi, Resendez č considerato uno dei principali sospetti per molti dei delitti irrisolti della cittadina messicana, anche se non sono state trovate prove definitive del suo coinvolgimento.

Il 23 febbraio 2001, la polizia di Dallas (Texas) arresta Josč Juārez Rosales, 24 anni, un altro dei membri della banda dei "Ribelli" e lo accusa dello stupro e omicidio di 7 donne nel 1996.
A novembre dello stesso anno, vengono arrestati Javier Garcia Uribe, 28 anni, e Gustavo Gonzalez Meza, 28 anni, due conducenti d'autobus accusati di aver stuprato, torturato e ucciso per divertimento 8 donne. In carcere, Meza viene ucciso a colpi d'arma da fuoco in un episodio poco chiaro e l'avvocato difensore denuncia che il suo cliente č stato torturato per indurlo a confessare. La tesi dell'avvocato č che la polizia messicana, schiacciata dalla pressione dell'opinione pubblica che vuole una soluzione definitiva del caso, abbia cercato dei colpevoli a tutti i costi. A seguito dello scandalo, il capo patologo legale di Chihuahua che si č occupato del caso č stato costretto a dimettersi, perchč sospettato di aver fabbricato prove ad arte contro i due autisti.

Negli anni pių recenti, nuove analisi criminologiche sono state effettuate allo scopo di capire il motivo per cui proprio a Ciudad Juārez si sia scatenata questa autentica epidemia di omicidi. Secondo la dottoressa Rodriguez Galarza, una stimata patologa forense, gli omicidi sarebbero il risultato di una profonda crisi psicologica che affligge gli uomini messicani sempre pių esclusi dalla forza lavoro locale e rappresenterebbe la reazione di una societā completamente maschilista al tentativo di emancipazione delle donne. Attorno alla zona di Juārez, c'č una delle principali concentrazioni di piantagioni di tutto il Messico con 150.000 lavoratori impiegati. I proprietari di queste piantagioni preferiscono assumere donne, in particolare ragazze molto giovani (fra i 14 e i 16 anni) e scarsamente istruite (si calcola che, attualmente, il 70% della forza lavoro sia costituita da ragazze di questo tipo), perchč le considerano pių disciplinate (rispetto agli uomini, le donne non fanno risse e non si ubriacano, ed efficienti, anche se il vero motivo della preferenza sembra essere la possibilitā di pagarle con il salario minimo.

La Rodriguez Galarza puntualizza che le piantagioni sono attive anche di notte ininterrottamente, per ottimizzare i raccolti e i profitti, e le ragazze sono costrette a finire o cominciare il loro turno di lavoro nel cuore della notte; di conseguenza, sono obbligate a percorrere strade isolate e prive di illuminazione, dove č molto facile per un "predatore" appostarsi senza essere visto. La stragrande maggioranza di queste ragazze, poi, proviene da famiglie molto povere e vive dentro squallide casupole in zone sovraffollate dove nessuno si scandalizza pių di tanto per le frequenti sparizioni.

La studiosa messicana accusa inoltre la polizia locale di non impegnarsi veramente a fondo per scoprire i colpevoli, perchč le vittime di questi omicidi sono, appunto, ragazze povere e ritiene che siano implicati anche diversi poliziotti.

Nel 2003, altri studiosi hanno avanzato anche l'ipotesi che i colpevoli siano gli appartenenti di un'organizzazione internazionale che rapisce donne allo scopo di prelevare organi da vendere per i trapianti.
Oltre a quelli giā citati, Newton (2004) elenca alcuni Serial Killer messicani che sono stati sospettati da parte della polizia di essere responsabili di almeno qualcuno degli omicidi avvenuti a Ciudad Juārez:

1) Pedro Padilla Flores: residente di Ciudad Juārez condannato nel 1986 per aver commesso tre stupri-omicidi ai danni di due donne e di una ragazzina di 13 anni. In carcere, ha confessato di aver commesso altri omicidi, ma non č stato incriminato. Fuggito nel 1991, č sparito nel nulla e non č mai stato catturato di nuovo.
2) Armando Martinez: arrestato nel 1992 per l'omicidio di una donna di Chihuahua, viene rilasciato per un errore procedurale e fa perdere immediatamente le sue tracce, fino a quando ricompare a Ciudad Juārez, dove, nel 1998, uccide una coppia di sposi e il loro figlio.
3) e 4) Carlos Cardenas Cruz e Jorge Garcia Paz: due ex agenti federali messicani ricercati dal 1998 per la scomparsa di due ragazze probabilmente uccise da loro.
5) Julio Rodriguez Valenzuela: ex capo della polizia di El Sauzal, č stato accusato nell'aprile 1999 di aver ucciso due ragazze e di aver tentato di stuprare una ragazza di 16 anni. Valenzuela č fuggito e ha fatto perdere le sue tracce.

Lo sviluppo pių recente č avvenuto il 6 gennaio 2005 quando altri 10 uomini (dei quali le autoritā messicane non hanno fornito le generalitā), tra cui un cittadino americano, sono stati condannati a pene tra i 24 e i 113 anni di carcere per 12 omicidi a Juārez. Le condanne riguardano ancora membri dei "Ribelli" e di un'altra banda criminale denominata Los Toltecas ("I Toltechi") di cui non si conoscono altre informazioni.


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