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 Almundina Pilar
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Inserito il - 03 ott 2011 : 21:04:29 Condividi su Facebook  Mostra Profilo Invia a Atom un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Salve a tutti, è sempre un piacere incontrarvi.
Ho trovato un video su un esorcismo ma i pareri sulla sua veridicità sono contrapposti: qualcuno giura trattarsi di verità, qualcun'altro di montatura. Posto di seguito l'articolo e allego il video. La mia opinione? la verità è nel mezzo, basta saperla riconoscere...


Almundina Pilar (Caceres, 11 febbraio 1950 – Caceres, 3 agosto 1971) fu una ragazza spagnola sottoposta su coercizione del padre Antonio al rito dell’esorcismo poiché sospettata di essere posseduta da Satana.

Biografia

Ultima figlia di una ricca famiglia spagnola, i Pilar, residenti a Caceres in Estremadura, noti commercianti tessili. Almundina era conosciuta come una ragazzina ben educata e tranquilla, e fino agli anni dell’adolescenza non aveva mai sofferto di nessun tipo di indisposizioni o patologie. I primi disturbi convulsivi si manifestarono all’età di 19 anni. Come solitamente si procede in questi casi, si sottopose ad una lunga serie di visite mediche, che lasciarono pensare si trattasse di una forma particolarmente grave di epilessia. Nei sempre più rari momenti di lucidità, sosteneva di avere allucinazioni e vuoti di memoria che abbracciavano ampi spazi-temporali. Dopo un anno, con il peggiorare della propria condizione, si era resa protagonista di alcuni episodi di aggressione a dei passanti in strada, durante i quali terrificanti erano le sue urla. Le persone accorse per sedarla affermarono di averle sentito pronunciare frasi in una lingua a loro sconosciuta, con un tono cupo e gutturale. Suo padre Antonio ormai afflitto dal dolore decise di mettersi in contatto con un esorcista, tale padre Gabriele Contarini, oggi priore della confraternita dell’Ordine dei Liberati.

Esorcismo

Il rituale non fu praticato fino a quando la Chiesa non avesse dichiarato la ragazza realmente posseduta, cosa che non avvenne mai. Pertanto, dopo mesi passati nel vano tentativo di ricercare un esorcista che si assumesse il rischio di accettare l’incarico a quelle condizioni, Almundina peggiorava le sue condizioni compiendo atti deplorevoli su qualsiasi oggetto religioso avesse a portata di mano, aggrediva i suoi stessi familiari e si autoinfliggeva punizioni volte, secondo lei, alla purificazione dai peccati commessi. Fino all’arrivo di padre Contarini non smise mai di prendere dosi massicce di sedativi che non sortivano alcun effetto. Al suo arrivo padre Contarini rese noto che le condizioni della giovane erano ormai compromesse sia nel corpo che nello spirito. Pesava 39 kg e le ferite che si era autoinflitta su braccia e l’interno delle gambe non smettevano di sanguinare da giorni. Chiudendosi e riaprendosi senza motivo apparente. Secondo quanto scritto da padre Contarini nel suo diario si manifestarono quattro demoni tra cui Lucifero, Thammuz, e Moloch. L’unico che non riuscì ad identificare continuava a ripetere questa frase Perché noi siamo tanti. L’esorcismo andò avanti una sola notte. Durante il rito di liberazione venne scattata un’unica foto e registrato un nastro di circa 3 minuti prima che la telecamera venisse scagliata contro un muro con un calcio dalla ragazza. Quello che è stato salvato è conservato sull’archivio ufficiale della confraternita di padre Contarini che solo recentemente ha deciso di rendere pubblico l’accaduto.

La morte

La morte della ragazza avvenne durante la prima e unica seduta, alle 4 del mattino del 3 agosto 1971, dopo che padre Contarini e cinque volontari che si erano offerti di aiutarlo avevano continuato ininterrottamente per otto ore. Come aveva predetto nelle sue lettere, Almundina morì a soli 21 anni. I medici che si occuparono dell’autopsia dichiararono la ragazza morta per un arresto cardiocircolatorio causato dal forte stato di stress accumulato nei mesi di sofferenza. Tuttavia, si rifiutarono di sporgere denuncia nei confronti del prete e dei genitori, già abbastanza provati da quanto accaduto. La Chiesa cattolica non è mai stata a conoscenza dell’accaduto e pertanto non ha mai potuto assumere una posizione ufficiale.

Il commento di padre Gabriele Contarini

Almundina era conosciuta come una ragazzina ben educata e tranquilla, e fino agli anni dell’adolescenza non aveva mai sofferto di nessun tipo di indisposizioni o patologie. Era l’ultima figlia di una ricca famiglia spagnola, i Pilar, residenti a Caceres in Estremadura.
I primi disturbi convulsivi si manifestarono all’età di 19 anni. Le prime visite mediche a cui si sottopose lasciarono pensare si trattasse di una forma particolarmente grave di epilessia. Nei sempre più rari momenti di lucidità, sosteneva di avere allucinazioni e vuoti di memoria che abbracciavano ampi spazi-temporali. Dopo un anno, con il peggiorare della propria condizione, si era resa protagonista di alcuni episodi di aggressione a dei passanti in strada, durante i quali terrificanti erano le sue urla. Le persone accorse per sedarla affermarono di averle sentito pronunciare frasi in una lingua a loro sconosciuta, con un tono cupo e gutturale. I mesi passavano e le condizioni della ragazza peggioravano. Le dosi massicce di sedativi che assumeva giornalmente non sortivano nessun effetto, Almundina continuava a compiere atti deplorevoli su qualsiasi oggetto religioso avesse a portata di mano, aggrediva i suoi stessi familiari e si autoinfliggeva punizioni volte, secondo lei, alla purificazione dai peccati commessi. Suo padre Antonio ormai afflitto dal dolore decise di mettersi in contatto con me. Quando entrai nella sua stanza mi resi conto immediatamente della situazione: pesava 39 kg e le ferite che si era autoinflitta su braccia e gambe non smettevano di sanguinare da giorni. L’esorcismo rimaneva l’unica possibilità per cercare di salvare quella giovane di 21 anni. Volevamo garantire almeno la liberazione della sua anima e non lasciare che essa finisse all’inferno schiava di Lucifero. Iniziammo l’esorcismo e per otto ore cercammo di liberare il suo corpo dai demoni che la tormentavano: Lucifero, Tammuz, Moloch. Purtroppo lei non vinse la sua battaglia. La morte della ragazza avvenne durante la prima e unica seduta, alle 4 del mattino del 3 agosto 1971. Almundina aveva 21 anni, cosi come aveva scritto nel suo diario. Durante il rito venne scattata un’unica foto e registrato un nastro di circa 3 minuti prima che la telecamera venisse scagliata contro un muro con un calcio della ragazza. Abbiamo reso noto da poco questo materiale con un video perché non possiamo più permetterci di ignorare il male, se lo facciamo, il Diavolo ha già vinto.
Ogni notte, da quel lontano 3 agosto, prego per la giovane Almundina, certo che l’Altissimo le abbia garantito le gioie del Paradiso.

http://www.youtube.com/watch?v=sRgizTzHB6s&feature=related

Immagine:

5,77 KB

Azrael
Utente Normale




90 Messaggi

Inserito il - 04 ott 2011 : 10:36:04  Mostra Profilo Invia a Azrael un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Una piccola nota, tratta da Marco 5, 1-20 (in particolare versetto 9):
Gesù gli domandò: «Qual è il tuo nome?»
Egli rispose: «Il mio nome è Legione perché siamo molti»

Stessa sorte, stessa morte... Stessa razza, stessa mazza... Stessa lotta, stessa botta...

Modificato da - Azrael in data 04 ott 2011 10:36:33
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