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 Oak Island : L'Isola del Tesoro
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Azrael
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Inserito il - 01 mar 2012 : 20:39:43 Condividi su Facebook  Mostra Profilo Invia a Azrael un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Il mistero non si cela solo fra le pietre di ciclopiche e strabilianti costruzioni, fra le consunte vestigia di antiche civiltà o dietro al nome di un re, di una regina o di un popolo scomparso; si nasconde anche fra i resti di un’antica imbarcazione o di un galeone che ha cosparso il fondo dell’oceano di oro e gioielli. Il mistero si trova in una leggenda, in una storia tramandata attraverso i secoli; lo s’incontra inseguendo le tracce di un favoloso tesoro oppure, in modo del tutto casuale, in fondo ad un pozzo situato su di un’isola.
È il mistero che aleggia ancora oggi sull’isola di Gloucester meglio nota come Oak, Isola della Quercia, una delle trecento isolette della baia di Mahone, nella Nuova Scozia in Canada, a circa un'ora da Halifax; un territorio di soli 128 acri a forma di nocciolina, lungo un chilometro e mezzo, con una larghezza che va dagli 800 ai 400 metri. Ogni anno vi sbarcano ricercatori e appassionati di tesori e misteri e la rendono la vera Isola del Tesoro.
Da oltre due secoli si cerca di scoprire cosa si cela in fondo ad un pozzo verticale di duecento metri, un elaborato nascondiglio che la datazione al carbonio c'indica molto antico; principale enigma dell'isola, protetto da piattaforme di legno di quercia, barriere di metallo e cemento, da gallerie diagonali in collegamento con il mare che convogliano al suo interno l'acqua dell'oceano.
Nessuno ha svelato il mistero che racchiude. Per alcuni il tesoro de pirata William Kidd, per altri un bottino nascosto dagli spagnoli o, addirittura, il nascondiglio del Graal. L’unica immensa ricchezza del pozzo però è quella spesa nella ricerca di un tesoro che sembra inesistente. Molti hanno dilapidato intere fortune, altri hanno pagato con la vita, ma nessuno, pur usufruendo delle più avanzate tecnologie, è riuscito a tirare fuori qualcosa di valore da quello che è stato ribattezzato il "Pozzo del denaro".

Tutto ebbe inizio nel 1795 quando Daniel Mc Ginnis, allora sedicenne, decise di fare una passeggiata sull’isola di Oak; venne così a trovarsi davanti ad una curiosa depressione circolare larga circa quattro metri. Al lato un albero i cui rami erano stati tagliati in modo da poter essere usato come puleggia; secondo alcuni racconti pendeva ancora una carrucola.
Raccontò tutto a due coetanei, John Smith e Anthony Vaughan, che conoscevano molto bene le leggende locali sui pirati e sui tesori e tutti insieme decisero di iniziare a scavare.
Le storie che parlavano del tesoro sepolto da Kidd su un'isola "ad est di Boston" circolavano dal 1600, diffuse da un marinaio che in punto di morte confessò di appartenere alla ciurma del pirata; ma che non fornì mai la posizione esatta del tesoro.
I tre cominciarono a scavare e dopo 60 centimetri trovarono un pavimento in pietra, un tipo di ardesia non reperibile sull'isola; sotto le pietre, a tre metri, uno strato di legno di quercia con evidenti segni d’ascia. Giunti alla profondità di circa sette metri decisero che non potevano continuare da soli e occorreva chiedere aiuto a chi poteva offrire una migliore progettazione degli scavi.
Negli otto anni seguenti l’unico che raccolse la richiesta dei ragazzi fu un certo Simeon Lynds, uomo d'affari di Onslow che, impressionato dalla storia, decise di formare un consorzio denominato l’"Onslow Company", per finanziare lo scavo. Il lavoro riprese nel 1803.
Procedendo nello scavo emerse che ad ogni intervallo di tre metri (10 piedi) venivano rinvenute piattaforme di legno di quercia intervallate con qualcosa; a poco oltre dodici metri uno strato di carbone di legna, a quindici uno strato di mastice, a diciotto uno strato di fibra di noce di cocco, all’epoca in uso sulle navi per proteggere le cose preziose. Il cocco non esisteva sull’isola quindi era stato portato da lontano, le più vicine palme da cocco si trovano a duemila chilometri. A circa ventisette metri e mezzo una pietra piana, di porfido egizio, materiale reperibile solo in Egitto, di novantuno centimetri per trenta, sulla cui superficie vi era stato inciso un misterioso messaggio in lingua Copta; la traduzione, effettuata negli anni successivi, avrebbe prodotto la seguente frase: "Quaranta piedi più sotto sono sepolte due milioni di libbre".
Utilizzando un piede di porco sondarono il terreno sottostante l’ultimo piano di quercia rinvenuto; urtarono contro qualcosa di consistente, che poteva essere una cassa di legno; convinti di aver trovato il tesoro e a causa del sopraggiungere della notte sospesero i lavori.
La mattina seguente un’amara sorpresa, il pozzo era allagato. Il tentativo di svuotare il pozzo si rivelò inutile, il livello dell’acqua rimaneva stabile. Venne deciso di scavare un nuovo pozzo parallelo fino a trenta metri per collegarsi al primo orizzontalmente. Appena i due pozzi furono collegati l’acqua allagò anche il nuovo scavo; questo spinse gli uomini ad abbandonare il lavoro. Passarono così ben 45 anni.
Nel 1849 venne formata una nuova società per finanziare lo scavo, la "Truro Company", senza però ottenere molto di più a causa del problema dell’infiltrazione d’acqua.
Crearono una piattaforma appena sopra il livello d'acqua e, per mezzo di una trivella, iniziarono a forare i vari strati di materiale. La trivella a circa trentatré metri attraversò una piattaforma di abete rosso; dieci centimetri di quercia, quasi sessanta centimetri di qualcosa che venne classificato come "metallo"; ancora dieci centimetri di quercia, altri sessanta di metallo, infine uno strato di abeti rossi. Venne stabilito che erano stati perforati due barili, alcune casse con monete d’oro. Quando la trivella fu nuovamente ritirata dopo un’ennesima perforazione il dott. Lynds recuperò tre anelli di una catena d’oro (ovviamente in seguito scomparsi).
Si convenne di utilizzare una trivella flessibile per sondare più a fondo. Il rischio era che la trivella non andasse perfettamente in linea verticale, poteva deviare dal centro del pozzo; cosa che se avvenuta non potrà mai essere appurata. James Pitbaldo diresse la perforazione; fu raggiunta la profondità di 280 metri; venne ritrovata solo argilla e di conseguenza venne dedotto che il pozzo poteva essere più profondo. Ma già a questo punto la vicenda inizia a tingersi di giallo. John Gammell, un operaio, affermò di aver visto Pitbaldo rimuovere qualcosa dalla punta della trivella e infilarsela in tasca. Una volta interrogato Pitbaldo rifiutò di rivelare cosa aveva trovato, promise di rivelarlo solo agli investitori. Alcuni mesi dopo Pitbaldo morì in seguito ad un incidente e non è mai stato scoperto cosa avesse rinvenuto; ma qualunque cosa fosse deve aver convinto i proprietari che nel pozzo si trovava un tesoro; nessuno ha venduto il suo lotto di terreno.
Sempre il dottor Lynds notò che l'acqua nel pozzo era salata e saliva e scendeva con le maree, quindi sospettò che volutamente i costruttori avevano concepito di poterlo allagare se qualcuno avesse tentato di raggiungere il tesoro.
Un sopralluogo sulla spiaggia, situata a circa centocinquanta metri dal pozzo, rivelò che questa era artificiale. L'argilla originale era stata tolta e creato un sistema di filtraggio utilizzando pietre, erba, e tonnellate di gusci di noce di cocco; infine la sabbia per riformare la spiaggia.
La "Truro Company" costruì una diga e scoprì che erano state costruite sotto il terreno cinque scatole di spurgo, disposte a ventaglio come le dita di una mano, dalle quali partivano dei canali discendenti che convogliavano l’acqua in un unico canale diretto verso il pozzo. Non riuscirono a determinare il punto esatto perché una tempesta distrusse la diga prima che fosse completata. Durante i lavori vennero alla luce i resti di una diga più vecchia. I canali avevano pareti alte un metro e larghe sessanta centimetri, con una pendenza del 22%, erano capaci di portare 2400 litri di acqua al minuto.
Il tutto era stato concepito come l’esperimento della cannuccia inserita nel bicchiere; finché il dito chiude la parte superiore della cannuccia immersa nel liquido, quest’ultimo non sale all’interno della canna a causa dell’aria rimasta all’interno, ma una volta tolto il dito l’aria esce ed entra il liquido, fino al livello del bicchiere.
Le piattaforme di quercia, sigillate con la fibra della noce di cocco e col mastice, si erano comportate come un sughero gigante a tenuta d’acqua. Chiunque scavasse ad una profondità inferiore a 90 piedi rompeva il sigillo idraulico permettendo l’allagamento del pozzo; il lavoro svolto dalla "Onslow Company" aveva rotto questo antico sigillo idraulico.
In seguito fu tentato di scavare un pozzo di 30 metri cercando di raggiungere la scanalatura sotterranea dell'acqua per tapparla, ma la cosa non ebbe un buon esito e non fu possibile scoprire i segreti dell'isola della quercia. La "Truro Company" scavò altri pozzi che vennero regolarmente inondati dall'acqua; nel 1851 i finanziamenti si esaurirono e i lavori furono sospesi.
I sondaggi del 1849 rivelarono due forzieri e un frammento di una pergamena di pelle di pecora con impresso una "w" e una "i".
Nel 1861 venne scavato un nuovo pozzo profondo trentasette metri, a circa sei metri di distanza da quello originario, nella speranza di intercettare il tunnel che allagava il pozzo, senza riuscirvi. Subito dopo un altro a trentasei metri ad ovest, per poi scavare una galleria orizzontale per giungere al pozzo dei soldi; ma l’acqua invase tutto e nel tentativo di prosciugarlo. Il "Money Pit", il pozzo dei soldi, crollò in un baratro.
In quell’anno ci fu la prima vittima a causa dell’esplosione di una caldaia a vapore che alimentava le pompe usate per prosciugare il pozzo. Nel successivo crollo dell’ultima piattaforma di quercia del pozzo, che finì in una profonda voragine, furono evitate altre vittime per un soffio, ma l’ipotetico tesoro precipitò nel vuoto.
Nel 1893 un uomo, chiamato Fred Blair, costituì la "Oak Island Treasure Company" e iniziò una nuova ricerca.
Nel 1897 la "Treasure Company" trovò, utilizzando la dinamite, un nuovo tunnel che portava al Money Pit, ma mentre si apprestava ad esaminarlo si allagò e fu abbandonato. In seguito la "Oak Island Treasure Company" scavò molti pozzi. Attraverso le trivellazioni effettuate a 154 piedi fu scoperta una volta alta 21 metri con le pareti di 18 centimetri, costituita da una sostanza sconosciuta. Il materiale fu analizzato dalla "Boake Roberts & Co.", chimici di Londra, che indicarono la sostanza come artificiale con le stesse proprietà chimiche del cemento una volta indurita. Una cosa simile capitò nel 1909 a Franklin D. Roosevelt e ai suoi soci, quando perforando a 150 piedi trovarono lo stesso materiale che analizzato all'Università della Colombia si rivelò materiale artificiale simile al cemento.
Nel 1936 Gilbert Hedden e Fred Blair, durante una nuova indagine sull'isola, scoprirono un frammento di pietra con iscrizioni simili a quelle trovate sulla prima pietra scoperta a 90 piedi; inoltre molto legname vecchio, sicuramente usato dai costruttori del pozzo, perché i legni erano uniti con perni di legno e non di metallo.
Nell’agosto del 1938 Hedden trovò un masso vicino al pozzo con un foro profondo due pollici; Blair si ricordò di averne visto uno simile in una roccia ad est del pozzo.
Hedden, sfogliando un libro di Harold Wilkins del 1937, aveva scoperto al suo interno, la riproduzione di una mappa datata 1669 che l’autore indicava tracciata dal pirata William Kidd. Riproduceva un isola che per Hedden somigliava ad Oak. Il profilo delle coste, benché in trecento anni fosse cambiato a causa delle maree, l’altezza, la topografia, corrispondevano all’isola di Oak; perfino la scogliera era segnata nella mappa di Kidd nello stesso punto di quella presente ad Oak, e corrispondevano anche le zone di mare poco profonde. La carta riportava una scritta enigmatica: "18 W and by 7 E on Rock 30 SW 14 N Tree 7 By 8 By 4". Hedden, facendosi aiutare, tracciò una linea fra le rocce forate e pose un palo a 18 pertiche ad ovest di una roccia e 7 ad est dell’altra. La linea tracciata a Sud Ovest era composta da 30 pertiche come scritto sulla mappa. Il tutto formava un triangolo approssimativo di 10 piedi di lato. Da questo rintracciò un secondo triangolo costruito intorno al pozzo seguendo le indicazioni "7 By 8 By 4". Partì immediatamente alla ricerca di Wilkins per cercare di sapere qualcosa di più. Riuscì a parlare con Wilkins e venne a conoscenza che la mappa era una invenzione che lui aveva tracciato a memoria dopo aver visto l’originale mostratogli da Herbert Palmer, un collezionista, in possesso di ben quattro carte simili.
Wilkins dichiarò che forse durante i suoi anni di ricerche al British Museum aveva visto la mappa e il suo sub cosciente l’aveva memorizzata. Molto difficile credere che la memoria abbia conservato negli anni tanti particolari, incluso quello più importante. Palmer gli mostrò le mappe ma nessuno aveva la scritta né i dati che potevano essere usati per tracciare un triangolo. Palmer gli assicurò che l’isola riprodotta si trovava nel mare della Cina. Inutile dire che non esiste traccia della mappa.
Nel 1939 Erwin Hamilton si cimentò nella ricerca del tesoro attraverso perforazioni esplorative ed effettuò due nuove scoperte; l'individuazione di rocce e ghiaia a 190 piedi che secondo Hamilton qualcuno aveva disposto in loco e il ritrovamento di uno strato di calcare a 54 metri oltre il quale furono rinvenute alcune schegge di quercia. Il calcare era naturale, ma il legname come era finito lì?
Nel 1955 George Greene perforò quattro volte lontano dal pozzo dei soldi e ritrovò calcare a 140 piedi; oltre tale strato 40 piedi di vuoto prima di ritrovare roccia fresca.
Nel 1959 Robert Restall raccolse la sfida avvalendosi dell'aiuto del figlio di 18 anni. I due scavarono un pozzo di 27 piedi vicino al pozzo del denaro; il figlio Bobbie si accorse che nella parte inferiore vi era del fango, nel tentativo di aiutare il padre cadde dalla scaletta. Kal Graseser, socio di Restall e gli operai Cyril Hiltz ed Andy DeMont si precipitarono in soccorso ma furono investiti dalle esalazione di un gas, forse l'ossido di carbonio di un generatore, forse vapori dell'anidride carbonica che si erano accumulati in un pozzo vicino che serviva da accesso e rimasero soffocati.
Nel 1965 Bob Dunfield Pensò di risolvere il problema utilizzando bulldozer e gru. Tentò inutilmente di ostruire l'affluire dell’acqua per scavare a sud dell'isola una trincea in modo da intercettare il canale che portava acqua e ostruirlo fuori. Al posto del canale fu trovato un pozzo sconosciuto, forse quello scavato dai progettisti del pozzo, non completato e profondo 45 piedi; lo scopo resta inspiegabile. Anche Dunfield trovò del calcare e un vuoto di 40 piedi accertando l’esistenza di una profonda spelonca naturale.
In 1966 un imprenditore edile della Florida, tale Dan Blankenship, insieme ad un uomo d'affari David Tobias, iniziò una nuova ricerca.
Nel 1968 costituirono insieme ad un vasto numero di investitori, la Tritone Alliance. Scavarono numerosi pozzi, si dice ben 60 in un anno, ma senza esito positivo. In seguito a problemi tecnici, al crollo della borsa del 1987 e il fallimento di uno dei due fondatori i lavori allo scavo cessarono.
La scoperta più rilevante avvenne nel 1971 in uno dei pozzi trivellati chiamato "10-X". Dopo aver ottenuto campioni con resti di ottone e legno, il foro fu ingrandito e venne inserita una telecamera fino alla spelonca che si trovava a 65 metri (212 piedi). Nonostante l’acqua scura nella cavità a settanta metri (230 piedi) la telecamera inquadrò una mano umana che galleggiava nell'acqua due o tre casse e un corpo umano. Dopo avere visto le immagini fu deciso di inviare alcuni uomini a vedere; vennero fatti parecchi vani tentativi a causa della scarsa visibilità e la forte corrente.
Nel 1995 l'istituto oceanografico ha esaminato l'isola e steso un rapporto confidenziale; qualcuno lo deve aver letto perché i cacciatori del tesoro non sono stati scoraggiati.

Questa la cronaca delle esplorazioni; oggi il sito è caduto nell’abbandono, ma in tutti questi anni ha originato leggende storie e speculazioni. Si dice che il segreto sarà svelato quando moriranno sette persone, ne sono morte solo sei; seconda un’altra versione il tesoro sarà scoperto quando non rimarrà nessuna quercia sull’isola; ne è rimasta solo una.
Negli anni trenta una bambina disse di aver visto vicino al pozzo alcuni soldati con la divisa rossa. Sul luogo ovviamente non fu avvistato nessuno. Alcuni anni dopo la madre la portò in visita al museo di Halifax, qui la ragazza vide la raffigurazione di militari con indosso le uniformi del 1754-1783 e disse che erano i soldati visti vicino al Money Pit. Ebbe una visione del passato? Vide il momento in cui il tesoro veniva sepolto nel pozzo?
Dato che per costruire il pozzo del denaro e il tunnel dal quale proveniva l’acqua sembra siano stati impiegati almeno cento uomini si è sempre supposto che al suo interno non si celasse solo il bottino di un pirata, ma forse il tesoro della corona francese. Un progetto del genere, che ha certamente occupato molti uomini per diversi mesi, suggerisce l’impiego di una forza organizzata e dotata di attrezzi idonei e conoscenza tecnica. Tre navi francesi potrebbero essere fuggite dalla vicina Louisburg, durante l’assedio degli Inglesi nel 1745, per mettere in salvo il tesoro composto dalla paga in oro dei soldati; ma l’attività di scavo sarebbe stata scoperta e tre navi non sarebbero certo passate inosservate.

Fred Nolan, proprietario di una parte dell’isola, avrebbe scoperto una grossa pietra levigata dall'acqua e alcune rocce granitiche a forma di cono. Collegando su una carta geografica le pietre, si ottiene il disegno di una croce cristiana lunga oltre 250 metri. Secondo William Crooker rappresenta un richiamo ai Cavalieri Templari.
Esiste una teoria secondo cui Henry Sinclair, uno scozzese che si pensa sia stato un membro dei Templari, nel 1398 approdò in America, quasi cento anni prima di Colombo, con 12 navi in una terra che poi chiamò Nuova Scozia, stabilendosi a New Ross, a 23 miglia dalla costa di Oak Island. La prova di questo viaggio si troverebbe nella rappresentazione delle foglie e le pannocchie di Mais nella Cappella di Rossilyn che contiene centinaia di simboli correlati ai Templari e al Sacro Graal, impressi nelle volte, colonne e pavimenti. Nella famosa colonna dell’apprendista si dice fosse stata posta una scatola di piombo ove sarebbe racchiuso il Graal, un metaldetector avrebbe segnalato del metallo all’interno di tale colonna.
Si racconta, infatti, che una flotta di Templari salpò da La Rochelle per una destinazione ignota. Forse per fornire un aiuto a Robert Bruce nella guerra contro re Edoardo, oppure per aiutare Sinclair nella costruzione della Cappella Di Rossilyn; è certo che i cavalieri giunsero in Scozia.
Andrew Sinclair, scrittore che si considera diretto discendente di Henry Sinclair, afferma che i Templari fecero parte di una spedizione, costituita nel 1398, diretta verso il continente americano. Una volta giunti in America avrebbero quindi fondato due colonie, a Newport nel Rhode Island ed a Louisburg in Nuova Scozia, proprio dove esiste il Money Pit, sul fondo del quale sarebbe stato custodito il tesoro dei Templari, che comprendeva anche il Sacro Graal. Inoltre i Templari erano celebri per le loro conoscenze ingegneristiche. Potrebbero essere loro i costruttori. Tra tutte le possibili teorie è quella che potrebbe fornire la risposta. Il pozzo di Oak Island custodisce il tesoro dei Templari e il Santo Graal?

Molti ricercatori e scrittori si sono cimentati col mistero di Oak Island; un’indagine accurata è stata effettuata da Joe Nickell, che se ne occupa dal 1982, il tutto riportato sul numero di marzo 2000 del "The Skeptical Inquirer". Egli riuscì ad ottenere un colloquio con Jim Harvey, responsabile della sicurezza su Oak Island, quando l’accesso all’isola era ormai vietato ai visitatori e con Harvey circumnavigò l’isola. Nickell riuscì a contattare anche Blankenship che lo invitò a casa sua dove gli mostrò i reperti rinvenuti, le fotografie, gli articoli e il video realizzato all’interno di un tunnel.
Durante le esplorazioni è emerso che la falda sotto Oak Island è composta principalmente da calcare ed è quindi naturale l’esistenza di grotte e anfratti, tanto che il Money Pit non è l’unica depressione presente: nel 1878 una certa Sophia Sellers, mentre arava il suo campo, vide il terreno sprofondare sotto l’aratro.
Indagini geologiche hanno appurato l’esistenza di numerose gole naturali nei territori di fronte all’isola.
Nel 1975 durante i lavori per rimuovere le acque sporche gli operai trovarono una caverna profonda oltre sedici metri.
Nel 1969 la Triton Alliance scoprì una caverna a cinquanta metri di profondità.
Sempre Nickell sottolinea nel suo articolo la presenza di riferimenti alla Massoneria.
Il Pozzo del Denaro sembra essere collegato con l’immagine della cripta segreta nella quale Salomone avrebbe fatto custodire dei segreti; i tre giovani che lo scoprirono ricordano i tre pellegrini che trovarono presso le rovine del Tempio la stanza sotterranea dove era custodita la cassetta contenente l’Arca dell’Alleanza.
Secondo un particolare rituale massonico il candidato viene calato con una corda giù per un pozzo attraverso una serie di botole; la cosa ricorda il pozzo e le presunte piattaforme di legno. La vanga, il piccone e il palanchino sono gli strumenti da lavoro simbolici di un particolare grado della massoneria. Con un piede di porco viene colpito uno scrigno; così come la cripta segreta viene trovata colpendo il terreno proprio con un piede di porco.
Nel 1967 un bulldozer ha ribaltato una pietra con incisa la lettera "G" in un rettangolo tipico simbolo massonico che rappresenta il grande geometra del Universo, la sua presenza e la posizione del ritrovamento ad oriente; per alcuni indica che sono state coinvolte persone a conoscenza della tradizione massonica.
Molti i massoni di spicco implicati nella caccia al tesoro: Creighton, il tesoriere dell’associazione dell'isola che ha contribuito a rimuovere la pietra con l’iscrizione nel 1865; Frederick Blair che costituì la "Oak Island Treasure Company" nel 1893; William Chappell; Gilbert Hedden di Chatham, che ha effettuato la ricerca del tesoro dal 1934 al 1938; il professor Edwin Hamilton che ha informato il presidente Franklin D. Roosevelt, altro massone che ha partecipato al lavoro sull'isola durante l'estate del 1909; il noto aviatore Richard E. Byrd protagonista delle spedizioni ai Poli, l’attore John Wayne e Reginald Harris, che ha scritto il primo libro completo sul mistero dell’isola.
Esiste quindi un legame con la massoneria ma non è ancora certo se gli indizi massonici siano stati aggiunti dopo, oppure se l’intera storia sia fin dall’inizio una creazione Massonica.

Tanti i reperti recuperati, ma nessuno può fornire un aiuto al fine di dedurre quanto vi si cela: una moneta di rame, datata 1317, che secondo alcune fonti aveva la data del 1713; una pietra con iscrizioni, anelli di una catena d'oro, resti di un vecchio cassone, il legno di un barile estratto quando il pozzo è sprofondato, dell’argilla blu, un frammento di pergamena, migliaia di boccette rotte, un chiodo, una rondella, un paio di forbici di antica fattura, una pietra a forma di cuore.
Comunque sia, in fondo a quel pozzo qualcosa deve pur esserci, altrimenti per quale motivo qualcuno ha lavorato per metter su una ingegnosa opera idraulica? Una vera trappola per sommergere il pozzo con l'acqua del mare in caso qualcuno violasse il nascondiglio.
Chi ha costruito il pozzo dei soldi? Cosa vi ha nascosto?
Nonostante le leggende, sembra improbabile che il capitano William Kidd abbia avuto la probabilità seppellire un tesoro sull'isola della quercia. Ha passato poco tempo vicino a Nuova Scozia e certamente non abbastanza per costruire il pozzo dei soldi. Sembra molto improbabile che un pirata possa essere l’autore di un complesso come il pozzo, che necessitava di molti mesi di lavoro; i pirati seppellivano un tesoro dove era facile e veloce nasconderlo e, in seguito, altrettanto facilmente, recuperarlo.
Un lavoro immane per nascondere in segreto solo oro e gioielli? Volevano nasconderlo a tutti per sempre? Molto più semplice gettarlo fuori bordo nelle profondità dell’oceano. Sapendo che i pirati non operavano in tal modo viene da pensare a qualcuno che voleva seppellire qualcosa che non doveva essere vista in quel tempo.
Vi sono teorie che vogliono le strutture antiche di migliaia di anni; assegnate addirittura ai Vichinghi. Forse costruite da una civiltà avanzata di cui non conosciamo ancora niente. Il meccanismo costruito per allagare il pozzo, attraverso canali sotterranei, ricorda molto il sistema in uso nelle tombe egiziane per impedirne l’accesso.
Ma al di là delle innumerevoli speculazioni restano numerosi dubbi; inoltre, con il passar del tempo, i particolari della storia sono stati dimenticati, aggiunti, modificati, cancellati.
Dalla lettura di articoli, libri e resoconti riguardo all’intera vicenda emergono discrepanze e particolari interessanti:
Come è possibile lasciare in bella vista una carrucola (proveniente da una nave?) appesa ad un ramo di quercia dopo aver nascosto qualcosa che non si vuole sia facilmente ritrovato? Errore ingiustificabile. Se in realtà fosse stata lasciata appesa una puleggia questa, esposta per un così lungo periodo agli agenti atmosferici, si sarebbe sbriciolata. Anche le parti in ferro si sarebbero sgretolate, la corda si sarebbe consumata e avrebbe fatto cadere quanto rimaneva della puleggia sul terreno e tutto sarebbe stato nascosto dal sottobosco.
Non conosciamo l’origine dei frammenti di pergamena e del materiale fibroso proveniente dal guscio del cocco, come già specificato in uso sulle navi per proteggere i carichi.
Da dove proviene la pietra con le iscrizioni; o la croce megalitica che Fred Nolan trovò sulla spiaggia nel 1981?
Sicuramente gli anelli della catena d’oro furono messi dagli stessi operai per incoraggiare ulteriori scavi.
McGinnis avrebbe scoperto la depressione dalla posizione di tre querce poste a triangolo intorno ad essa, non quindi da una singola quercia. In quanto alla depressione, quanto tempo occorre alle piante per riempire uno spiazzo affinché questo non sia più visibile? Gli esperti indicano trenta o quarant’anni. Possibile che fosse ancora visibile dopo duecento? Il sottobosco dovrebbe averla nascosta per sempre; anche gli alberi più grandi la ricoprirebbero e i resti dei tronchi verrebbero coperti dal sottobosco.
Durante lo scavo condotto dalla "Onslow Company" sarebbero stati trovati dei contrassegni ogni dieci piedi, ma non si fa nessun riferimento alle piattaforme e alla loro struttura. Sembra che queste siano state citate nei racconti stilati negli anni successivi ai primi scavi.
Si indica il ritrovamento della pietra con l’iscrizione ad ottanta piedi e non a novanta.
Si parla di ragazzi ma sembra si trattasse di uomini, secondo quanto riferisce il libro di Des Brisay.
É stata trovata una moneta di rame nella fase iniziale nello scavo datata 1317, ma la data impressa sulla moneta sembra fosse il 1713, si pensa ad un errore di trascrizione della cifra. Accidentale o intenzionale?
Il lavoro relativo allo scavo poteva essere mantenuto segreto solo nel caso che la baia e l’isola fossero state disabitate. La zona di Halifax è stata abitata per centinaia di anni; l’isola stessa risulterebbe abitata prima della scoperta del pozzo.
Secondo i geologi gran parte della roccia sottostante l’isola è calcarea quindi frequente la presenza di vuoti e caverne. Perché quindi scavare un pozzo verticale così complicato?
L’isola è alta circa trenta piedi sul livello marino e il pozzo profondo cento, quindi per settanta risulta sotto il livello del mare; logico che l’acqua penetri ad una certa profondità.
Le scanalature riempite di cocco possono essere delle falsificazioni costruite dalle spedizioni precedenti o dagli investitori per provare l’esistenza di un tesoro; possono però anche essere la prova che l’isola è stata usata per uno scopo diverso.
In quanto al video che mostrerebbe una mano umana, non vi sono riprese che possano confermare e stabilire in termini metrici la grandezza degli oggetti; né stabilire la loro distanza dall’obbiettivo. L’acqua troppo torbida non ha fornito immagini nitide e chiare. Inoltre, come poteva essere ancora intatta una mano umana dopo essere rimasta centinaia di anni immersa nell’acqua di mare?
Un progetto simile deve aver richiesto molti uomini e mezzi, specie per il trasporto dei materiali. Questo avrebbe dovuto lasciare segni visibili sul terreno, come le impronte del passaggio di ruote su un tratto abbastanza ampio che conduceva fino al mare. Il taglio del legname avrebbe lasciato evidenti residui del lavoro. Molti uomini avrebbero segnato il loro passaggio con resti di fuochi, accampamenti, attrezzi abbandonati, strutture. Si registra al contrario la mancanza di tutto questo; cioè delle prove del lavoro svolto nella zona. Possibile che sia stata volutamente ripulita a perfezione tutta l’area? Unica traccia visibile la depressione e la mancanza di alcuni alberi?
Domande che fino ad ora sono rimaste senza risposta; ma non si può negare che l’isola di Oak sia divenuta quella del "Tesoro"; quantomeno per i milioni di dollari spesi nell’affannosa ricerca del niente. Un costo elevato se contiamo anche le sei vite perse.


Articolo di Mauro Paoletti, per Edicolaweb

Stessa sorte, stessa morte... Stessa razza, stessa mazza... Stessa lotta, stessa botta...
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