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 I bambini di Illfurt
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Verna
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Inserito il - 07 mar 2012 : 16:04:21 Condividi su Facebook  Mostra Profilo Invia a Verna un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Tratto dal libro IL DIAVOLO di Corrado Balducci

I bambini di Illfurt ( 1864 – 1869 )

Gli esorcismi per questi bambini vennero autorizzati dalla chiesa dopo circa tre anni dall’inizio degli strani fenomeni che fanno del caso Illfurt un vero primato in materia.
Sull’autenticità del fatto non si può dubitare: gli stessi increduli del tempo escogitarono varie ipotesi ma non negarono i fenomeni che tutti potevano ripetutamente osservare.

Sull’episodio apparve un volumetto ( in seconda edizione e ristampato nel 1935 ) di P. Sutter: “ Il diavolo. Le sue parole, i suoi atti nei due indemoniati di Illfurt ( Alsazia ) secondo documenti storici ”, Torino 1935. Della pubblicazione di Sutter vengono trascritti di seguito vari brani. Si tratta di due dei cinque figli dei coniugi Burner, Teobaldo e Giuseppe, rispettivamente di 9 e di circa 8 anni quando tutto ebbe inizio.

<< Coricati sul dorso, si voltavano e si rivoltavano con la rapidità vertiginosa di una trottola, oppure si sfogavano a battere senza posa, e con una forza sorprendente, il letto e gli altri mobili, chiamando questa loro operazione “ dreschen ” – battere il grano -, senza accusare mai la più lieve stanchezza, per quanto lunga fosse stata la battitura >>
( pag.18 )
<< Il ventre si gonfiava loro a dismisura, ed essi avevano l’impressione che una palla rotolasse loro nello stomaco, o che una bestia vivente vi si dibattesse. Le loro gambe si legavano l’una all’altra, come intrecciate, e nessuna forza umana riusciva a separarle.
In quel tempo Teobaldo ebbe una trentina di volte l’apparizione di un fantasma straordinario che egli chiamava suo maestro. Esso aveva un becco d’anatra, degli artigli di gatto, i piedi di cavallo, e il corpo completamente ricoperto di sudicie piume. Ad ogni apparizione il fantasma sorvolava al di sopra del letto di Teobaldo, che minacciava di strangolare, e il fanciullo, nel suo terrore, si slanciava verso di lui, agli altri invisibile, e gli strappava a manciate le piume, che poi rimetteva agli spettatori sbalorditi.
Tutto questo in pieno giorno, e in presenza di un centinaio di testimoni, fra i quali c’erano uomini serissimi, niente creduli, molto perspicaci, e appartenenti a tutte le classi della società e fu unanimemente riconosciuta l’impossibilità di qualsiasi inganno. Le piume spandevano un odore fetido, e – singolarissima cosa ! – non si incenerivano quando venivano bruciate >> ( pp. 18-19 )

<< Parlavano sempre con voce virile e senza muovere le labbra, cosa che faceva grande impressione ( cfr. pp 42-43 ).
Talvolta il corpo dei poveretti si gonfiava in modo che pareva dover scoppiare ed essi vomitavano schiuma, piume, e fuoco, mentre i loro vestiti si ricoprivano con quelle stesse piume che impestavano tutta la casa >> ( pag. 83 )

<< Nella loro camera essi erano termentati di tanto in tanto da ondate di calore atroce, insopportabile anche in pieno inverno, e a chi ne stupiva, il demonio gridava ridendo: “ sono un buon fuochista, non è vero? Se verrete in casa mia, non vi lascerò soffrire il freddo, statene certi ! ” >> ( pag. 83 )

Moltissime le occasioni e i modi per manifestare l’odio al sacro, anche con nomi e appellativi offensivi e ingiuriosi. Eppure in quest’atmosfera di odio una cosa interessante e singolare era l’atteggiamento di rispetto nei riguardi della Madonna.
Si legge a pagina 40:
<< Mentre il demonio ingiuriava e derideva le cose più sante, senza fare eccezione neppure per Dio stesso, egli non osò mai insultare la Madonna e a qualcuno che gliene chiese la ragione, rispose brevemente:
“ Non ne ho il diritto.
La Marionetta sulla Croce me lo ha proibito ”. >>

<< Il suo furore raggiungeva il parossismo se qualcuno gli buttava addosso dell’acqua benedetta. >> ( pag. 140 )

<< Una volta il sindaco versò sulle dita di Teobaldo qualche goccia di acqua benedetta, ed egli venne preso da una forte agitazione, finchè non si lasciò cadere a terra, per nascondersi strisciando sotto la tavola, quando vide che non poteva fuggire da nessuna parte. >> ( pag. 114 )
<< Quando la suora che gli porta gli alimenti lascia cadere in essi una goccia di acqua benedetta, o li sfiora con un oggetto sacro, Teobaldo se ne accorge subito, benché questo sia stato fatto in cucina dov’egli non penetra mai. In tale caso, egli si avvicina al vassoio con sospetto, guarda attentamente il vitto che gli è destinato e invariabilmente lo rifiuta, dicendo: “ Non ho fame ! c’è della sporcizia lì dentro ! ” oppure “ E’ veleno ! ”. E per farlo mangiare bisogna portargli altro. La stessa cosa succede per le bevande. ” >> ( pag. 137 )

<< Se la suora portava a Teobaldo dei cibi e delle bevande in cui avesse lasciato cadere delle gocce d’acqua benedetta, egli rifiutava sistematicamente di penderle, quando non sbatteva contro il muro il piatto e il bicchiere: né l’uno, né l’altro, però, si spezzavano. >>
( pag. 31 )

<< Una vicina di casa, la signora Brobeck, tentò una volta di mettere dell’acqua benedetta in un rimedio che i due fratelli dovevano prendere: “ vuoteremo tutte le bottiglie della farmacia – dichiararono essi respingendo energicamente il rimedio – piuttosto che bere una sola goccia d’acqua della signora Brobeck ” >> ( pag. 29 )

<< In due notti egli distrusse le api di venti alveari appartenenti a vicini di Brobeck: tutte le api erano decapitate! Ma essendosi Satana dichiarato l’autore di quella strana ecatombe, il signor Brobeck fece benedire gli alveari e i novelli sciami e la potenza dell’angelo distruttore fu annientata. >> ( p. 77-78 )

<< Un’altra volta il Maligno si divertì a estrarre il frutto da una gran quantità di noci, appartenenti alla famiglia Brobeck, e non occorre insistere sullo stupore che si impadronì di tutti quanti allorchè videro quelle noci col mallo perfettamente intatto e segnato da una piccola graffiatura. >> ( p. 78 )

I bambini << parlavano correntemente le lingue più disparate: rispondevano senza esitare in francese, in latino, in inglese, e comprendevano perfino i dialetti di Francia e di Spagna >> ( p. 22 )

Di Teobaldo poi si afferma: << Se egli voleva, parlava perfettamente le lingue, senza il minimo errore e sovente parlava giornate intere nel più puro francese che si potesse udire >> ( p. 26 )

Moltissime sono le occasioni nelle quali i ragazzi manifestano di conoscere il pensiero altrui, avvenimenti lontani, oggetti nascosti, tutto ciò insomma che è occulto alla normale conoscenza.
Un giorno, mentre varie persone si trovavano nella camera, Teobaldo fece l’atto di tirare la corda di una campana.
<< “ Per chi suoni a morte ? ” gli si chiese. “ Per Giorgio Kunegel ” rispose egli senza esitare. La figlia di costui era presente e spaventata gridò al fanciullo: “ Bugiardo!...mio padre sta bene e lavora da muratore alla fabbrica di un piccolo Seminario ” << è caduto – rispose egli – e se non ci credi, va a vedere ” La ragazza corse alla fabbrica e dovette constatare che suo padre era veramente caduto da una impalcatura e si era spezzata la spina dorsale, nello stesso momento in cui Teobaldo parlava. Nessuno, in Illfurt, conosceva ancora la disgrazia. >> ( pp. 60-61 )

Il demonio attraverso i bambini << svelava avvenimenti accaduti nel più remoto passato che erano completamente sconosciuti dai testimoni presenti; prediceva, molti giorni prima, anche delle settimane, gli avvenimenti futuri e l’esatta realizzazione delle sue profezie era oggetto di continuo stupore. Egli si divertiva a comunicare ai visitatori i loro misfatti sconosciuti, e a rimproverare loro ad alta voce i loro vizi e i loro peccati più segreti, per avere il gusto di vederli scappare sbalorditi e furenti. >> ( ( p. 57 )

<< Teobaldo predisse la morte di molte persone. Due ore prima del decesso di una certa signora Muller, egli si inginocchiò sul lettoe fece l’atto di tirare la corda di una campana >> ( p. 60 )

<< Egli parlava degli avvenimenti di venti, trenta e persino cento anni prima con una tale evidenza, precisione e sicurezza da far pensare che ne fosse stato testimone oculare. >> ( p. 61 )

<< Talvolta si videro i due fanciulli sollevati in aria da mani invisibili, con le sedie su cui stavano seduti, poi i bambini venivano scagliati in un angolo mentre le sedie volavano dalla parte opposta >> ( p. 19-20 )

<< I bambini si arrampicavano sugli alberi come gatti e potevano appendersi ai più leggeri ramoscelli senza spezzarli >> ( p. 83 )

<< Talvolta mani invisibili strappavano le tende dalle finestre, e queste si spalancavano con una rapidità vertiginosa pur essendo solidamente chiuse. Altre volte il Maligno trascinava e rovesciava per la camera tavoli, sedie e altri mobili e la casa intera veniva scossa come da un violento terremoto >> ( pp. 84-85 )

<< Il demonio, con una voce di basso profondo, gettò un grido inconfondibile. E poi gemette: - Adesso sono costretto a cedere!
Immediatamente il fanciullo ossesso si contorse come un serpe che venisse schiacciato e poi un leggero scricchiolìo percorse le sue membra: egli snodò lentamente il corpo, si allungò e cadde a terra come morto. Il demonio era fuggito. I testimoni della scena ne rimasero terrificati. Un momento prima, una rabbia da fare spavento, un viso contraffatto dalla collera, delle parole piene di odio: adesso, un bambino immobile, che dormirà tranquillamente per un’ora.
E’ libero: non reagisce più contro il crocifisso e l’acqua benedetta e lo si può sollevare e portare in camera sua senza la minima difficoltà.
Finalmente si sveglia, si sfrega gli occhi,guarda con stupore le persone che lo circondano e che non riconosce...
- Non ti ricordi di me? – gli chiese il padre Schrantzer.
- Ma se non ti ho mai conosciuto! – risponde Teobaldo al colmo dello stupore...
La madre getta un grido di gioia sovrumana, e riabbraccia il figlio, non più preda del demonio, liberato dal mostro!...Lacrime di riconoscenza sgorgano dai suoi occhi e tutti si uniscono a lei per rivolgere vivissime grazie a Dio che ha dato alla sua Chiesa il potere di vincere l’inferno.
Madre e figlio tornano a Illfurt e la madre attende ora la liberazione di Giuseppe.
La sua speranza doveva realizzarsi il giorno 27 delle stesso mese.
Dal giorno in cui rientrò in casa sua, Teobaldo fu di nuovo allegro come prima e sempre di buon umore.Egli non aveva la più lontana idea di quanto gli era accaduto, non riconosceva neppure il parroco, don Brey.
Avendo portato da Strasburgo alcune medaglie benedette, ne offrì una a Giuseppe e rimase sbalordito vedendo che questi la gettava in terra e la calpestava, dicendogli arrabbiato: “ tienila per te, io ne faccio a meno!
- Forse che Giuseppe è impazzito, mamma? – chiese Teobaldo, non sapendo trovare spiegazione per un fatto che la madre si guardò bene dallo spiegargli...>> ( pp. 90-91 )
Per quanto riguarda la liberazione di Giuseppe, si legge più oltre:
<< Adesso, eccomi obbligato a partire! – gridò il diavolo come in un lungo muggito e a quel grido il fanciullo si distese, si contorse varie volte, gonfiando le gote, e cadde in un accesso di convulsione, mentre gli astanti lo guardavano con angoscia, senza osare toccarlo. Finalmente egli si calmò, e rimase immobile e silenzioso. Le cinghie che lo trattenevano furono tolte, le sue braccia si abbandonarono, il capo gli si rovesciò dolcemente,e dopo qualche minuto egli si scosse come uno che si svegli all’improvviso, aprì gli occhi, rimasti chiusi durante l’intera cerimonia, e si trovò sbalordito di trovarsi in Chiesa circondato da gente per lui sconosciuta.
Al principio della funzione il demonio aveva detto: - Se verrò scacciato, straccerò qualcosa in segno della mia partenza.
E mantenne la parola. Il rosario che era stato messo al collo di Giuseppe cadde a pezzi dopo la liberazione e altrettanto accadde al crocifisso che gli era stato appuntato sul petto >> ( pp. 93-94 )








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