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 UNA STORIA DELLA LEGACY...
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Verna
Moderatore




195 Messaggi

Inserito il - 25 apr 2012 : 14:48:45 Condividi su Facebook  Mostra Profilo Invia a Verna un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Quanto vado a raccontare, è accaduto l'estate scorsa. E' solo una delle tante storie che accompagnano la Legacy nel suo cammino. Scrivo per incoraggiare coloro che, per paura di essere giudicati, temono di esprimersi o di raccontare la propria esperienza.
Non abbiate paura di farlo: non siete soli. La Legacy è qui.






<< Lei vede sangue nelle sue scarpe. Tutte le mattine.
Qualcuno esce dal muro e cerca di soffocare lui. Tutte le notti. >>

Queste le parole di chi ci ha chiesto aiuto, una mattina d’estate.

Maria e Fabio sono sposati da poco. La loro casa, rimessa a nuovo, è in un paesino arroccato sui monti.
Una vita semplice fatta di piccole cose: il lavoro, gli amici, qualche cena tutti insieme davanti al caminetto.

Per i primi mesi nessun problema. Poi cominciano i rumori.
Durante la notte si spostano le sedie, gli sportelli della credenza sbattono violentemente, dei colpi molto forti sembra che vengano inferti sui muri della stanza da letto.

Ogni volta Fabio e Maria si alzano in fretta, accendono le luci, ma ogni cosa è al suo posto.
E’ l’assestamento della casa, suggerisce Fabio, ma Maria comincia ad avere paura.
Va avanti per un po’, fino a quella sera d’inverno....

Fabio organizza la cena, compra qualche spiedino, accende il fuoco nel camino. Maria esce prima dal lavoro, raggiunge Fabio a casa, un bacio, una doccia e inizia a fare il sugo per la pasta.

Gli amici arrivano, chi con dei dolci, chi con del vino, qualcuno porta dei fiori per Maria.
La cena è tranquilla, anche se Maria parla della sua inquietudine riguardo ai rumori di casa, a quella strana sensazione di sentirsi osservata, e del rifiuto del prete del paese al quale aveva chiesto aiuto...
Marco ascolta, in silenzio...
A fine cena, tutti davanti al camino, accomodati sul divano e sulle poltrone. Si continua la discussione tra il conforto degli amici e il caffè.
Maria piange. E’ spaventata davvero.
<< Santoiddio...chiama un prete serio e fai benedire la casa ! >> propone Livia.

Ma quelle parole, quelle parole...

Un boato scuote l’aria, i presenti, i vetri...
Dal caminetto fuoriescono violentemente fiamme, pezzi di carbone rovente, cenere, fumo, mescolandosi allo spavento generale e alle urla di Maria.

Si tenta ancora una volta di dare una spiegazione razionale, di calmare gli animi, di consolare Maria, di addebitare al caso l’evento. Fino ad arrivare alla degenerazione delle cose:
<< Lei vede sangue nelle sue scarpe. Tutte le mattine.
Qualcuno esce dal muro e cerca di soffocare lui. Tutte le notti. >>

Fabio e Maria si trasferiscono dai genitori.

Marco, chiama la Legacy.

Decidiamo prima un incontro con Marco e poi tutti insieme ci prepariamo ad andare. Abbiamo già con noi le Katane, l’acqua benedetta, l’incenso, le campanelle d’argento, il sale grosso e...qualche altra cosa.

Il paesino è davvero piccolo. Il vicolo che porta a casa di Fabio e Maria è fatto di scale e piccole aiuole fiorite.
Man mano che ci avviciniamo l’aria diventa grigia e ferma. Il cielo si rannuvola.
Fuori della porta ci attendono tutti: Fabio, Maria, i rispettivi genitori e gli amici, che aiutano a tenere lontani gli sguardi indiscreti.

Da come ci osservano dobbiamo sembrargli veramente molto strani. Forse saranno gli occhi. O l’abbigliamento. Ma ci siamo abituati: noi siamo oltre. E non ci servono parole o giustificazioni.

La porta ci viene aperta ma non facciamo entrare nessun’altro all’infuori di noi: << Non cercate di entrare, qualsiasi cosa sentiate. Vi chiamiamo quando sarà il momento. >>
La porta si richiude sui loro volti seri e preoccupati.

Siamo dentro.

Ci accoglie il soggiorno. Il camino è stato ripulito.
Chiudiamo tutte le finestre e apriamo tutte le porte. Recitiamo le preghiere di rito, accendiamo l’incenso e aspergiamo l’acqua benedetta, senza smettere mai le preghiere.
La casa è pulitissima, in ordine, tutto risplende...a differenza della credenza, di color amaranto: ci sono impronte di grandi mani aperte su tutta la superficie, anche di sopra e di lato. Le impronte sono grandi come quelle che potrebbe rilasciare un’uomo.

Comincia il freddo. Le katane vengono sfoderate. Le campane d’argento suonate in ogni stanza. Le preghiere diventano un coro. Saliamo le poche scale che separano la stanza da letto dal resto della casa. Il freddo si intensifica: il problema è qui.
Una forte spinta mi separa dal resto del gruppo, riesco a fatica a tenermi allo stipite della porta, senza mai smettere di recitare le formule di rito.
Raggiungo i miei compagni. L’aria è pesantissima, ferma, gelida, quasi un muro...

Ci siamo.

Non è un dèmone. Esce dalla parete di fronte, quasi fosse fatto d’acqua e fumo, è un concentrato luminescente di rabbia e dolore...; ha forma umana, e ci urla addosso tutto il suo odio.
Le katane fanno uno scudo, noi siamo in semicerchio. L’entità cerca di venirci addosso, ma le formule di rito urlate in coro lo respingono. Noi avanziamo, lui indietreggia, si lamenta e sparisce dietro al muro. L’aria torna respirabile, è tutto calmo ma non è ancora finita.

Parliamo tra noi, mettiamo a punto il problema. Ci servono informazioni. Rinfoderiamo le katane e torniamo in soggiorno. La porta d’ingresso viene aperta e chiediamo ai presenti di entrare: sono ancora tutti nella stessa posizione, pallidi e spaventati ed esitano un po’, nonostante le nostre rassicurazioni. Scambiamo qualche parola, e pian piano gli animi si rasserenano.
Facciamo parlare Maria e Fabio, gli amici, i genitori; ci raccontano le loro testimonianze, ne ascoltiamo le sensazioni e i pareri. Veniamo a conoscenza delle loro paure.
Poi le domande sulla casa e sui vicini, su chi abitava lì prima di loro e su chi occupa la casa adiacente alla loro stanza da letto.

Così veniamo a sapere che la casa accanto è disabitata da parecchio tempo. L’ultimo ad averci vissuto è un signore anziano lasciato dalla moglie che è andata a vivere con i figli. Lui è morto da solo e non in serenità.
L’episodio si commenta da solo...La giovane coppia deve avere risvegliato nell’entità sentimenti di gelosia e rabbia e il resto è ovvia conseguenza.

C’è solo una soluzione: purificare quel posto e tentare di ridare luce alla via che l’entità stessa, essendo morta in solitudine, nutrita di risentimento e senza nessun conforto, si è preclusa.
Una volta purificata, la via che conduce attraverso l’oltre diverrà di nuovo visibile e l’entità sarà libera di passare la soglia.

Così si fa qualche telefonata, si tenta di rintracciare i proprietari ma è tutto inutile: sono all’estero, trasferiti ormai da molto tempo.
Decidiamo di fare un buco nel muro. E di procurarci un grosso crocifisso.

Marco pensa a tutto, e nel giro di qualche minuto, torna con l’occorrente. Aspergiamo dell’acqua benedetta per evitare intrusioni e diamo il via al primo colpo, al secondo, fino al cedimento di parte del muro. Apriamo fino ad ottenere un passaggio di cm.30 x 30 circa: è sufficiente.
Coinvolgiamo i presenti nel rituale, li facciamo pregare con le preghiere che conoscono, così che ne siano coscienti, mentre noi riprendiamo il nostro canto e purifichiamo la stanza e, di conseguenza, tutta la casa.
Attraverso l’apertura immettiamo ciò che va messo, recitiamo ciò che va detto, illuminiamo ciò che è stato reso buio...
Dietro di noi, tutti in attesa...porto un dito sulle labbra...shhhhh...
Aspettiamo qualche minuto...in silenzio...
Fino a che un meraviglioso profumo di fiori si immette nella stanza attraverso il foro nel muro...è il segnale, va tutto bene...
Richiudiamo il passaggio. E’ Marco che fa il lavoro e poi, fissiamo il crocifisso.

Abbiamo mandato un nostro amico prete ( un prete serio, per usare una frase di Livia ), a benedire la casa di Maria e Fabio.
Sono felici. Maria ha comprato tanti fiori per il suo balconcino...
E il loro bambino, l’hanno chiamato Marco...

Forse perchè...

Modificato da - Verna in Data 25 apr 2012 14:49:29

Shia Itnashari
Utente Normale



79 Messaggi

Inserito il - 27 apr 2012 : 01:15:04  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Shia Itnashari Invia a Shia Itnashari un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Molto interessante , ringrazio Verna di averci fatto partecipi di questo episodio , visto che in questi casi la discrezione e il silenzio spesso sono d'obbligo.
La vostra posizione all'interno della Legacy quale è? nel senso siete una sorta di associazione laica o siete dei diaconi?Che ruolo avete nella realtà cattolica o siete privati cittadini che cercano di aiutare il prossimo? A ogni modo complimenti per il lavoro svolto anche in ambito islamico ci sono stati molti esorcismi di cui sono stato testimone negli ultimi tempi , ma di cui non ho facoltà di parlarne per tutelare le persone coinvolte so che capirete.
Wa Allah maak'un (Che Dio vi protegga)
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Verna
Moderatore




195 Messaggi

Inserito il - 27 apr 2012 : 09:12:45  Mostra Profilo Invia a Verna un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ti ringrazio, Shia Itnashari, per le tue parole.
Chi siamo? Sostenitori del bene, guerrieri discendenti di altri guerrieri. La nostra origine è antica. Nulla ha a che fare con le istituzioni odierne.

Ci sono molti modi di tutelare e aiutare le persone toccate dal male: non raccontare ( nei limiti del possibile ) la propria esperienza non incoraggia gli altri a farlo, e
quando il dramma è vissuto in solitudine, diventa tragedia.
Prova a fare tutte e due le cose: racconta tutelando....
Che Dio protegga anche te.

Forse perchè...
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Hel
Nuovo Utente




44 Messaggi

Inserito il - 27 apr 2012 : 21:35:18  Mostra Profilo Invia a Hel un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Spero che questa avvincente, tanto quanto terrificante ma purtroppo reale testimonianza, possa aiutare chi si trova in situazioni simili, dandogli la forza di raccontare e chiedere aiuto a persone competenti come voi.

Hel


"Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo nome da' gloria"



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Azrael
Utente Normale




90 Messaggi

Inserito il - 27 apr 2012 : 22:23:34  Mostra Profilo Invia a Azrael un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La psiche umana tende spesso a dare una spiegazione logica anche ad eventi straordinari, come nel caso di Fabio: "nonostante i forti rumori ritiene che sia assestamento dei mobili!"
Il prete poi, non me la racconta giusta: sapeva già la storia della casa?
E dal racconto, una cosa è certa: a volte le buone maniere non bastano... stessa razza stessa mazza
L'importante è che tutto si sia risolto...bravi!
(peccato non esserci, mi sarei fomentato)

Stessa sorte, stessa morte... Stessa razza, stessa mazza... Stessa lotta, stessa botta...
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Dante
Nuovo Utente




10 Messaggi

Inserito il - 29 apr 2012 : 15:38:40  Mostra Profilo Invia a Dante un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Grazie per aver condiviso con noi questo racconto: è molto bello vedere che ci sono persone come voi che si adoperano per il bene di altri.


La morte sorride a tutti, un uomo non può fare altro che sorriderle di rimando.
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Shia Itnashari
Utente Normale



79 Messaggi

Inserito il - 03 ott 2012 : 00:59:02  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Shia Itnashari Invia a Shia Itnashari un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Riflettendo le parole di Verna , vi racconterò di un esorcismo avvenuto ormai molti anni fa , lo faccio in memoria del mio amico e mentore Sheyk Nabil deceduto nel mese di luglio di quest'anno , possa Dio averne cura.
Anni fa nel suo ufficio lo Sheyk (Maestro) mi parlo' di un esorcismo che stava trattando un paio di volte a settimana era una donna algerina , il rito durò circa 4 mesi la donna era posseduta da più demoni , mi invitò cosi fu la prima volta a vedere il rito.
L'oscurità che alberga nell'uomo è nulla in confronto a quella demoniaca e ancora oggi ripenso a quella prima volta con quella donna posseduta che aveva perduto la dignità di essere umano , Iblis (Satana)ha questo obbiettivo ogni vita spezzata e lacerata lo eleva nelle schiere infernali,la donna era piena di contusioni e lacerazioni , parlava oltre l'arabo altre lingue tra cui l'aramaico , aveva gli occhi neri , ma neri di pece non avevano nulla di umano , mettevano i brividi solo a vederli , comunque sia non spiegherò il rito nel dettaglio , è stato recitato il Corano più volte mentre la donna si dimenava e si contorceva dal dolore diceva che si sentiva bruciare ,i Jinn dentro di lei la stavano bruciando bestemmiava di continuo maledicendoci,maledicendo Allah e il Nobile Profeta (S) è finita in catalessi varie volte , il Corano è molto potente e i demoni lo temono perchè temono la parola di Dio ,abbiamo recitato alcune sure del Corano fatte appositamente per gli esorcismi il versetto del trono 255 e la sura Baqara più altre , è stata poi lavata con della canfora per purificarla e fatta bere molta acqua che poi doveva espellere ci sono molti modi per essere posseduti , soltanto il Jinn al-rad entra attraverso il sangue specie nei riti cerimoniali di magia o sessuali.
Comunque sia la donna ora stà bene e conduce una vita normale ricorda poco o nulla della sua esperienza era come disse fuori dal corpo , inerme, vedeva che il suo corpo operava cose abbiette ma era come se era bloccata a fare qualcosa in una parta dentro di lei e altri avevano il controllo.
E' giusto che il lavoro dello Sheyk sia rivelato , almeno nella sua formula più tranquilla da essere spiegata , ovviamente ho omesso molti dettagli che non è il caso di postare.
Possa Allah il Misercordioso darti la pace oh Sheyk sei stato servitore di Colui che è il Compassionevole , prego il Padre Celeste che ti conceda il Paradiso insieme ai santi e ai martiri.
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Verna
Moderatore




195 Messaggi

Inserito il - 03 ott 2012 : 08:03:01  Mostra Profilo Invia a Verna un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ti ringrazio per aver postato questa tua esperienza. Niente conta di più dell'esperienza fatta e vissuta personalmente: in questo modo riusciamo a dare agli altri il coraggio per affrontare e parlare dei propri eventuali drammi.

Forse perchè...
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Azrael
Utente Normale




90 Messaggi

Inserito il - 03 ott 2012 : 18:54:54  Mostra Profilo Invia a Azrael un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
stando a quanto detto poc'anzi:
la donna era piena di contusioni e lacerazioni , parlava oltre l'arabo altre lingue tra cui l'aramaico , aveva gli occhi neri , ma neri di pece non avevano nulla di umano


ecco... che venga un illustre uomo di scienza, pluripremiato e decorato a spiegarmi come questa persona potesse parlare (e non conoscere, che è ben diverso) arabo, aramaico e altre lingue, e come i suoi occhi siano diventati neri.


Stessa sorte, stessa morte... Stessa razza, stessa mazza... Stessa lotta, stessa botta...

Modificato da - Azrael in data 03 ott 2012 18:56:25
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Shia Itnashari
Utente Normale



79 Messaggi

Inserito il - 03 ott 2012 : 23:03:23  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Shia Itnashari Invia a Shia Itnashari un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
La donna era algerina di etnia berbera , parlava un dialetto berbero che non ha nulla a che vedere con l'arabo classico , quanto i suoi occhi erano nere le pupille e l'iride , lei ha gli occhi azzurri.
Non ho capito di che natura è l'intervento se sarcastico o serio?
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Azrael
Utente Normale




90 Messaggi

Inserito il - 04 ott 2012 : 00:23:06  Mostra Profilo Invia a Azrael un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Seriamente sarcastico, al limite del sardonico, nei confronti di quella razionalità che tende ad ottenebrare la mente, che impedisce alle persone di accettare che esistono altre forze in questo mondo.

Stessa sorte, stessa morte... Stessa razza, stessa mazza... Stessa lotta, stessa botta...
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Shia Itnashari
Utente Normale



79 Messaggi

Inserito il - 04 ott 2012 : 01:28:04  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Shia Itnashari Invia a Shia Itnashari un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Ho capito , risposta chiara ti ringrazio.
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Verna
Moderatore




195 Messaggi

Inserito il - 04 ott 2012 : 22:31:46  Mostra Profilo Invia a Verna un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
Lo stesso padre Amorth si chiede perchè mai gli esorcismi non vengano resi pubblici dalla chiesa, che anzi tende a nascondere e negare...Non credere all'esistenza del diavolo equivale a non riconoscere il nemico e a non combatterlo: ma non è proprio questo il suo gioco? il Male cammina tranquillamente nei corridoi del Vaticano...

Forse perchè...
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